Le infiltrazioni dal bagno degli inquilini del piano di sopra sono sempre una cosa utile. Rinfreschi il soffitto e il tuo vocabolario di bestemmie e insulti, svuoti ripostigli che erano stati riordinati ai tempi di Ramsete II e il tuo fegato fa un pò di sano moto senza bisogno di ingurgitare litri di alcoolici o una salsiccia rifritta nello strutto.
E poi, svuotando il suddetto ripostiglio, trovi scatoloni che avevi dimenticato.
Sono due giorni che ravano, pulisco (e Dio benedica in eterno il signor Chant Eclaire che ha inventato quel miracoloso sgrassatore) e osservo con orrore, giocattoli che hanno fatto parte della mia infanzia e che avevo rimosso. Dalla ruota con i sonagli (buttata causa muffa), alla casetta in cui infilare le forme di plastica (tenuta, è quasi nuova); il salottino della Barbie con il set da giardino in plastica bianca; il frigorifero in latta, marca Patrizia, un tempo funzionante con la lucina (e chissà che fine ha fatto il resto del cucinino...ricordo il lavandino da cui usciva l'acqua e la lavatrice che girava); un gioco didattico con ingranaggi di plastica (delizioso e complicato!Noi bimbi di una volta eravamo tanto intelligenti!); il set di poltroncine di vellutino della Barbie; la Barbie abbronzata (che si è fusa e mi è caduta a pezzi in mano, letteralmente...l'ho buttata, non c'è verso di sostituire i giunti); finte scatole di prodotti con marca sempre per bambole; diverse macchinine di metallo; qualche bamboletta; Heidi in vinile (velenosissima! Ma chi la butta?); l'Ape Maia devastata dalla muffa; un piccolo, delizioso Fiammiferino (lavato e tornato come nuovo!); ciarpame vario.
Mi sarei messa a piangere. Per un istante, guardando quei giochi, ho sentito di avere 100 anni.
Dopotutto ho passato i 30 da poco, la cosa (forse) avrebbe dovuto lasciarmi indifferente. Ma vuoi il periodo un pò nero, vuoi lo stress, vuoi l'esserti resa conto che da allora, non è che hai poi ottenuto molto di quello che ti aspettavi e desideravi, mi sono sentita una mummia. Vecchia, decrepita, sola, degna di un mercatino antiquario quasi quanto un pezzo unico.
Quasi mi metto in vendita col ciarpame: 3* anni, seminuova, 20mila chilometri (eh, vado sempre a piedi o via bus), bollino blu come la Chiquita, cervello funzionante a periodi, consuma un piatto di pasta tre volte alla settimana e una bistecchina alla domenica. Educata, non sporca, offre nozioni di musica, di letteratura, chimica, inglese e storia. Un pò rompiballe e polemica ma tutto sommato discreta. Su richiesta, cumulo le spese con il salottino di velluto della Barbie. Pagamento via Paypal o postepay.
...di dare una Supposta Effervescente (meglio nota come EvaQ) allo scoiattolino delle Vigorsol?
Io direi di si...
Ma perché qui in Italia ci continuano a propinare Isole dei Più o Meno Famosi, Grandi Bordelli e Amicicicici e ancora a nessuno è venuto in mente di importare il Celebrity Paranormal Project, ovvero gente famosa rinchiusa a caccia di fantasmi in luoghi notoriamente infestati?
Io sarei disposta a pagare per vedere un certo numero di nostri aspiranti vallettini e vallettine prendersi un coccolone di quelli seri. E dire che qui in Italia i luoghi infestati (se non altro dalle leggende popolari) non mancano...
Non so se sia solo un problema di Canale 5 e di Gusto, ma davvero i giornalisti e i cuochi scelti per la parentesi gastronomica del TG5 lasciano perplessi.
Prima c'era solo il giornalista strabico a caccia di formaggi, quello che li assapora e gusta alla faccia tua, raccontandoti quanto sia sublime l'esperienza al palato e ridendo di te, spettatore pirla, che vivi dall'altra parte dell'Italia e che non troverai MAI quel formaggio fino a che campi perché allevare la pecora in salotto non è pratico. E intanto lui, gne gne gne, si fa le fettine, le spalma sul pane e gode mentre tu rosichi.
Ora è arrivato il multiesperto-conoscitore-colto-rompiballe che affianca un cuoco (poveraccio) che prepara una pietanza. Non sta zitto due secondi di fila, prevarica il povero cuoco sfilandogli da sotto frasi, ricette, ingredienti e pure il piacere di spiegare che ceppa stia facendo. Anche perché, con questo tizio che ciancia a raffica, della ricetta alla fine non si capisce una benemerita mazzolina: tra il cuoco che comincia le frasi e lui che le finisce, ovviamente stravisando quello che il cuoco avrebbe voluto dire, ti ritrovi con il piatto finito e l'espressione "...eh?" stampata in faccia. E il bello è che la stessa espressione ce l'ha pure il cuoco che, alla fine, è talmente rintronato da non avere ben chiaro in testa che caspita abbia preparato.
Poi, da un pò di tempo a questa parte, sono arrivati i cuochi della nouvelle cuisine...ma non quella originale, piuttosto quella alla Aldo, Giovanni e Giacomo versione naufraghi.
Non siamo ancora al punto di avere il piatto vuoto e la conchiglia da leccare ma direi che ci stiamo avvicinando. Negli ultimi giorni tra Gusto e programmi Rai ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare (e che farebbero rivoltare pure un androide nella tomba...).
Dalla carbonara con cozze e vongole, al tonno crudo a dadini infilato nel timballo di maccheroni. Dal sorbetto alle uova di lompo, al gelato di minestrone. Il tutto passando per il cuoco che realizza una ricettina "light" e che "è ideale per chi deve stare a dieta ma non vuole soffrire" (e qui sto citando il cuoco) e poi ci infila dentro mezzo bicchiere d'olio e 150gr di burro.
Di grazia, se questo è il suo concetto di light, quello di pesante qual è? Salsiccia rifritta nel lardo con cotechino farcito di cozze? Penso di non volerlo sapere.
Comunque, per quanto la mia voce conti pochino e lo so, inviterei i signori cuochi a presentare ricette che magari i comuni mortali possano riprodurre a casa. Una buona carbonara, la vera amatriciana, come si fa il risotto alla milanese o la cotoletta, il segreto di una buona ribollita. Insomma, piantiamola con queste schifezze innovative e insegnamo alla gente qualcosa di utile che ho amici in crisi quando si tratta di fare uno spaghetto aglio e olio...