Davvero, ridatemi i soldi.
Mai vista una prima peggiore al San Carlo. Ad di là dell'opera di Britten (il Peter Grimes) che può piacere o non piacere, ma i cantanti dovevano essere gli ultimi vincitori dello "studia canto lirico coi punti COOP", perché altrimenti non si spiega lo scempio che le mie orecchie hanno dovuto subire ieri.
Già l'opera (contemporanea) è quello che è, già vedevo il povero Tate cambiare tempo ogni 4 battute, già avevo sonno di mio e mi sono appisolata un paio di volte senza ritegno, quando poi ci metti dei cantanti che sembrano usciti da trasmissioni tv di infima categoria, ottieni un mix che ti fa rimpiangere di aver perso Lola Ponce che raglia nel NotreDame.
C'era un baritono stonato. Ma proprio stonato eh. Altri due baritoni che cantavano a vongola, ovvero con una voce rinchiusa da qualche parte nel loro stomaco. Il soprano aveva crisi mistiche e ogni tanto le partiva un acuto random stridulo che violentava seriamente i miei timpani. Il tenore che faceva Peter Grimes non era malissimo, vorrei sentirlo in qualcosa di più orecchiabile prima di crocifiggerlo, quindi il post andrà aggiornato.
Sull'opera non mi pronuncio: non amo la musica contemporanea e comunque il cast era talmente osceno che vorrei risentire l'opera interpretata in modo più umano prima di dare un giudizio.
Ottima l'orchestra ma si sa che Tate è una garanzia. Sebbene la musica non mi appassionasse più di tanto, l'esecuzione mi è sembrata pulita, sentita e corretta.
Ciò non toglie che rivoglio i miei soldi. La gente che urlazzava BRAVI alla fine è un insulto ai miei 12 anni di sancarlismo insieme alla mia vaga cultura operistica. E complimenti al signore elegantemente vestito con abito scuro, cravatta nera e deliziosa giacca di foggia 700centesca lunga fino al ginocchio.
Alle 5 del pomeriggio.
Complimenti davvero.