...perché tutto si ricicla.
Vorrei fare un testamento biologico, ma lo Stato (con la S grande) non me lo permette, quindi lo scrivo qui sul blog e chissenefrega.
Non ho molto da lasciare, una cartasì neanche tanto coperta, un conto in banca molto (molto) striminzito, un pc portatile, uno fisso (vecchiotto), dei peluche, due bambole Volks (dollfie plus non Super Dollfie, vi piacerebbero eh?), parecchi DVD di film che nessuno guarda, dei videogames che nessuno forse mai giocherà. Una collezione invidiabile insomma.
Oh, e una favolosa collezione di abitucci made in China frutto di lunghe ore di ricerca tra le bancarelle.
Se qualcuno vuole 'sta roba, è sua. Perché almeno voi perdete tempo a leggermi...se aspetto che lo facciano i parenti sto fresca. Ognuno ha i suoi problemi, ognuno ha i suoi guai e io sono qui ad un passo dal gettarmi dal 7° piano o dal farmi 10 scatole di xanax (meglio abbondare) condite da un paio di bottiglie di DomPerignon. Se devo morire, almeno voglio farlo con stile.
La depressione è una brutta bestia. Comincia con cose piccole del tipo "no, non ho più voglia di fare questo" o "no, magari lo faccio dopo" e ti smonta la vita, un pezzo dopo l'altro. Smetti di fare questo, quell'altro, e quell'altra cosa che ti piaceva. E ancora quella cosa che...neanche ricordi. Cos'è che ti piaceva fare?
Resti immobile, fissa, senza più un futuro e senza ricordare il passato a chiederti "ma...?"
E non sai che altro aggiungere, perché non trovi nulla da aggiungere. Hai perso gli stimoli, la voglia, la passione, i ricordi. Non ti interessa più nulla, come forse mai a nessuno è interessato di te. Sei passata senza lasciare traccia, senza un segno che qualcuno, tra dieci anni, potrebbe ricordarti, potrebbe averti anche pensata per un solo istante. Incroci gente per strada che sai di aver conosciuto, ma nessuno da' segno di ricordarsi. Forse ti sbagli e basta, li confondi con ricordi errati.
E ti rendi conto che la corsa non sta affatto per finire. Che anzi, continuerà per un pezzo. Sempre uguale, sempre dritta. Perché essere vigliacchi è un male.
Sei quasi a metà, e pensi "Ma quando morirò, chi lo scoprirà?"
Probabilmente nessuno. Resterai lì per due, tre anni, stesa sul pavimento dove sei crepata vuoi per vecchiaia, vuoi per un colpo. E i vicini non sentiranno neanche la puzza o forse la sentiranno ma penseranno a qualche animale morto nei pressi. E quando alla fine, dopo anni, sfonderanno la porta perché stranamente, nessuno ha idea di chi sia il nome sul campanello, troveranno le tue ossa e si domanderanno "...ma chi era?"
E a te non fregherà più nulla. Delle ore passate a piangere, del tempo trascorso a pensare ad un buon sistema per morire non resta niente. Solo qualcuno che nessno ricorda.