E' un po' che non scrivo sciocchezze sul mio blog, un po' per mancanza di tempo, un po' per mancanza di voglia.
Ma questo non potevo assolutamente farlo passare. Già il titolo non ha senso, direte voi. In realtà ne ha, perché se escludiamo che quello che ho visto stasera al San Carlo di Napoli fosse il Ratto dal Serraglio di Mozart, non rimane che l'opera prima di tale Wolframio Mozartelli, La Pantegana dalla Serra.
Oddio eh, la musica era stranamente mozartiana, tra l'altro molto, molto, molto ben eseguita da Jeffrey Tate. Il cast era ottimo, tutti bravissimi.
Ma quella cosa lì in scena non era il Ratto. Decisamente no.
Nell'opera originale c'era un sultano gentile, un palazzo, un favorito, un capo delle guardie, una nobile con la sua dama di compagnia, il di lei fidanzato che la cerca, dei pirati, dei musulmani, un tentativo di fuga, molta allegria.
In questa cosa qua c'era Briatore con lo yacht e poi spacciatori, prostitute, papponi, sguatteri lavapavimenti, pistole, giri di roulette russa, droga, coltelli, stupri, gommoni, morti ammazzati, bottiglie volanti e venghino siore e siori, il circo è sempre aperto! Insomma, era come guardare un TG qualsiasi senza l'overdose buonista sul politico di turno...ecco, quello mancava.
Sui giornali lo scandalo verteva sulle tette al vento di una delle ragazze (scena durata qualche secondo) e sulla morte di Osmin e del capo dei pirati alla fine.
Mah...per me lo scandalo è stato davvero pagare chi ha fatto tutto ciò. E pagare un abbonamento per vedere tutto ciò. Riarrangiamenti dei brani e dei recitativi a parte, ma era proprio la violenza in un'opera che ne è completamente priva a lasciare perplessi. E l'aggiunta di cose non presenti che lascia ancora più perplessi. Perché tu, regista con l'intelligenza di una vongola morta, devi mettere cose che Mozart non ha previsto? Vuoi usare una scenografia moderna? Ok, fallo.
Ma perché ti reputi tanto superiore a Mozart al punto di decidere che la sua opera faceva schifo e tu, incompreso genio moderno, eri in grado di riscriverla completamente?
Stasera ho seriamente avuto il dubbio se rinnovare l'abbonamento per l'anno venturo o no. 280 euro per 5 spettacoli di cui uno brutto, uno già visto (sono a quota 4 Giselle...basta VI PREGO!), uno osceno (questo), uno buono e uno che non so perché ci sarà il 17 maggio prossimo.
Non ce la faccio neanche ad essere schifata...è tutto solo molto triste.
Davvero, ridatemi i soldi.
Mai vista una prima peggiore al San Carlo. Ad di là dell'opera di Britten (il Peter Grimes) che può piacere o non piacere, ma i cantanti dovevano essere gli ultimi vincitori dello "studia canto lirico coi punti COOP", perché altrimenti non si spiega lo scempio che le mie orecchie hanno dovuto subire ieri.
Già l'opera (contemporanea) è quello che è, già vedevo il povero Tate cambiare tempo ogni 4 battute, già avevo sonno di mio e mi sono appisolata un paio di volte senza ritegno, quando poi ci metti dei cantanti che sembrano usciti da trasmissioni tv di infima categoria, ottieni un mix che ti fa rimpiangere di aver perso Lola Ponce che raglia nel NotreDame.
C'era un baritono stonato. Ma proprio stonato eh. Altri due baritoni che cantavano a vongola, ovvero con una voce rinchiusa da qualche parte nel loro stomaco. Il soprano aveva crisi mistiche e ogni tanto le partiva un acuto random stridulo che violentava seriamente i miei timpani. Il tenore che faceva Peter Grimes non era malissimo, vorrei sentirlo in qualcosa di più orecchiabile prima di crocifiggerlo, quindi il post andrà aggiornato.
Sull'opera non mi pronuncio: non amo la musica contemporanea e comunque il cast era talmente osceno che vorrei risentire l'opera interpretata in modo più umano prima di dare un giudizio.
Ottima l'orchestra ma si sa che Tate è una garanzia. Sebbene la musica non mi appassionasse più di tanto, l'esecuzione mi è sembrata pulita, sentita e corretta.
Ciò non toglie che rivoglio i miei soldi. La gente che urlazzava BRAVI alla fine è un insulto ai miei 12 anni di sancarlismo insieme alla mia vaga cultura operistica. E complimenti al signore elegantemente vestito con abito scuro, cravatta nera e deliziosa giacca di foggia 700centesca lunga fino al ginocchio.
Alle 5 del pomeriggio.
Complimenti davvero.
Io posso anche capire che alla Durex lo trovino divertente.
Posso pure capire che alla Durex non sappiano una bega di opera lirica e ancora meno di tedesco.
Ma detto fra noi, non vi pare un filino eccessivo usare il Der Hölle Rache, ovvero l'aria della Regina della Notte nel Flauto Magico di Mozart, per sottolineare un lubrificante? Perché insomma...in quell'aria, la Regina sta sì godendo, ma non esattamente perché ha un amante che le sta facendo di tutto.
Non so, io vi traduco il testo qui, poi decidete voi se è adatto o meno...
L'infernale vendetta brucia il mio cuore,
La morte e la disperazione fiammeggiano intorno a me!
Se Sarastro non muore, tu sentirai
Il dolore della morte,
E non sarai più mia figlia.
Disconosciuta per l'eternità,
Abbandonata per l'eternità,
E che siano distrutti per sempre
tutti i legami con la vita (la Natura),
Se non sarai tu
A rendere Sarastro pallido (come la morte!)
Ascoltatemi, Dei della Vendetta,
Ascoltate il giuramento di una madre!
E voi ci pubblicizzate un lubrificante? Consentitemi un 'mah'...
Sono perplessa.
Ho finito di vedere la Turandot al San Carlo neanche un'ora fa e ancora non so se mi è piaciuta o meno.
Mi è piaciuto l'allestimento, modernissimo e fin troppo essenziale, tutto giocato su luci e pannelli scorrevoli che coprivano/scoprivano la gente di pekino (il coro) quando necessario, alternandola con le figure dell'imperatore e dei soldati. Bello, molto di effetto e originale.
Non mi sono piaciuti più di tanto i costumi da Cina di Mao e gli abiti dei soldati. Bello invece quello di Turandot.
Mi è piaciucchiata Liù (Norah Amsellem): gelida nel primo atto, splendida nel Tu che di gel sei cinta
Non mi sono piaciuti Aldo, Giovanni e Giaco...pardon, Ping, Pong e Pang. Sembra che a molti registi non sia chiara la differenza tra ruolo divertente e 'mettere tre pagliacci in scena'. Pantaloni neri, magliette nere...ho davvero avuto il dubbio di stare guardando i Bulgari solo che questi non facevano ridere. Mossette stupide, uno che esce facendo la ruota manco fosse nella pubblicità della Lines. Scarsi anche vocalmente, lievemente disarmonizzati al punto che nei loro brani si sentiva un casino diffuso, non aiutato da i tre che saltellavano in giro manco fossero posseduti.
Mi è piaciuta Turandot, ma era la Casolla, quindi pressoché scontato.
Non mi è piaciuto lo spaventoso deja-vu avuto durante il tentativo di corruzione di Calaf ad opera di Ping, Pong e Pang. I tre, vestiti da gangster dell'America anni '30, hanno versato soldi addosso a Calaf che, carponi, li ha prima raccolti e poi è andato a gettarli sui tre (digni)tari che di dignitoso avevano poco. Stavo per gridare "ommioddio, ma che hanno fatto ad Alfredo?" Fortunatamente mi sono accorta in tempo che non era la stessa opera.
Mi è piaciuta l'idea dei manichini stile UPIM a segnare il gioco di personaggi intorno alla Reggia.
Non mi è piaciuto il boia. Sul programma viene indicato come Un Mandarino (Andrea Porta), ma non sono sicura che fosse lui perché tutto sembrava fuorché un mandarino (sempre che non si riferissero al frutto, ma pure lì...) Pure lui con la stessa malattia di Ping e compagni, visto che zompettava in giro ora con un grosso palloncino, ora con una tromba, vestito in frac nero. In una parola: mah!
Sulle voci, poco da dire. Calaf (Antonello Palombi) non mi è piaciuto neanche un po': freddino, parecchio sforzato negli acuti anche se il Nessun Dorma non è stato niente male. Però non mi ha convinta.
Senza infamia e senza lode gli altri (tranne i sopra citati). Pulito, sterile, asettico. Non so se incolpare della mancanza di pathos anche la scenografia o meno. Mi è piaciuta ma probabilmente Turandot viene meglio se illuminata dalle lanterne di carta colorata e la scenografia kitsch.
Il pubblico...beh oddio, anche qui poco da dire. Niente stole, niente abiti con strascico, niente musichine di cellulari durante l'opera. Qualche sbrilluccicamento e qualche paillette di troppo, un BRAVA urlato a metà del primo brano di Liù (un altro posseduto dal virus di Ping & Company?), qualche timido applauso fuori luogo dopo il vincerò con l'orchestra che ancora suonava ma niente di veramente sconvolgente.
Insomma, per il momento il mio voto è un 6 e mezzo, ma potrebbe salire (o anche scendere) nei prossimi giorni. Resto perplessa.
- E' entrato il carnevale e non me ne sono neanche accorta; pure vero che per un pelo non mi accorgevo neanche del Natale ma tant'è...
- Un tizio copre di palle colorate Piazza di Spagna e l'arrestano. I politici ci coprono di palle da anni e stanno ancora tutti lì. Si riarrangiano, ma non cambiano mai. Vorrei capire dove sta l'inghippo.
- Sempre all'artista suddetto (di cui, ahimè non ricordo il nome ma che trovo assolutamente geniale), venga giù da noi a fare qualche bella installazione, così almeno non vediamo la monnezza per qualche giorno che qui ci si deprime. E magari dà pure una bella lezione agli pseudo-artisti pagati fior di euri (ovviamente euri dei cittadini eh) per mettere sculture orride in posti assolutamente inadatti.
- Insieme alle taglie (ormai portare una 46 è vergognoso. Tutti strizzati nelle 38 su!) si sono ristrette pure le chiappe delle persone. Non esistono più mutande normali. Se non hanno l'effetto tanga sono fuori moda. La cara, vecchia, mutanda della nonna che non ti si arrotola infilandosi dove non dovrebbe e torturandoti tutto il giorno (pure Vanessa dice che la mutanda la stressa!) è ufficialmente estinta. Oggi ci sono a vita bassissima, a vita normale (che a me pare sempre bassissima) ma rigorosamente microchiappa. Bah, sarà conseguenza della suddetta 38.
- Roberto Bolle è bello e bravo, bravo e bello. Io non amo il balletto, ma decisamente amo lui. E non ho manco più 15 anni eh...
- Cerco lavoro come traduttrice dall'inglese all'italiano. All'italiano vero eh...non quella roba usata oggi in tv o nei libri/fumetti che trovate in giro.
Visto il Parsifal al San Carlo. Bello, davvero un'apertura di stagione niente male: buono il cast, belle le scene (per quanto davvero devo ancora capire la presenza dei monaci buddisti sul palco), bella l'opera (eeeh, ma lì è Wagner, poco da fare). Peccato che il teatro fosse mezzo vuoto ma, dopotutto, c'era da aspettarselo visto che il San Carlo non è mondano come la Scala e gli appassionati veri che vanno a sciropparsi un'opera di 5 e passa ore sono pochi. Almeno si è stati tranquilli...applausi a fine esecuzione, niente casini in sala, qualche abito da sera di troppo ma tutto sommato non mi lagno.
Cambiamo argomento. L'altro giorno ho sistemato gli addobbi in casa, cosa relativamente semplice se si considera che non faccio l'albero per mancanza di spazio e mi limito ad appendere qualcosina qua e là. Bene, come li appendo? Parto alla ricerca dei pones (ovverossia le puntine da disegno).
Dovete sapere che teniamo in casa (come tutto il resto del mondo, penso) una cassettina degli attrezzi con dentro quelle cosucce di prima emergenza quali chiodini, martello, pinza, qualche cacciavite. In origine tutto era diviso per benino poi, passando tra le nostre mani e quelle dei vari specialisti che vengono a riparare qualcosa, lì dentro era il caos. Le scatolette contenevano oggetti misti: viti, pones, chiodini, chiodi, pezzi di viti a pressione, anelli, rondelle, bulloni...ho trovato persino il contenitore di una sorpresina Kinder!
Così, travolta (letteralmente) dal casino e dalla disperazione (avevo bisogno di 4 pones e ne avevo trovati solo 3), mi sono messa con santa pazienza e ho fatto una pulita storica della cassetta. Ho riordinato i cacciavite per grandezza e tipo di testa; martello, pinza, tenaglia e lima nel loro scompartino separato; chiodini con chiodini, viti con viti (separate per grandezza in scatoline diverse) e via dicendo.
Quando ho finito (e ho pure trovato altri pones!), stavo per chiudere la cassetta che arriva mia madre. La guarda perplessa, apre qualche scatoletta e mi fa "Ma perché hai cambiato tutti i posti? Era così ordinato prima..."
Eh, a saperlo risparmiavo la fatica. Magari il caos nella cassettina, aumentando il disordine universale, accelerava la fine del mondo. E sarebbe pure una cosa buona visto che sono rimasta senza un euro e quest'anno mi sa che resto pure senza regalo...
E' la prima volta che mi capita di ridere in modo scomposto alla Traviata.
Ma non era una tragedia? Violetta alla fine muore, in una bizzarra posizione a 90° ma muore. Ergo, dovrebbe essere ancora una tragedia. E allora perché ho riso scompostamente?
Il cast vocale poteva pure andare...tecnicamente pulito Alfredo anche se deboluccio (cosa che costringeva l'orchestra e Violetta ad imbarazzanti pianissimo), bella voce anche se un pò scombinata Violetta (indecisa sulla pronuncia dell'amato...era Alfredo, Alfrido,Alfrodo o Alfreeedo?), buono papà Germont, bravo il coro. Belle le scene e i costumi...ma, allora?
Allora resta la regia. Faccio una premessa...io adoro Massimo Ranieri. Adoro i suoi spettacoli, le sue canzoni, la sua arte di strada. Mi piace come canta, come recita, come intepreta...ma non deve, assolutamente, fare altre regie di opere liriche. Non è cosa sua. E' vero che qualche anno fa gli è andata bene con l'Elisir D'Amore, ma una cosa è fare l'Elisir e tutt'altra è fare la Traviata. Tanto per farvi un elenco di ciò di cui abbiamo goduto...
- Alfredo canta de' miei bollenti spiriti con le mani in tasca (e meno male che erano bollenti...)
- Papà Germont ci prova più volte con Violetta. E con provarci, intendo provarci!
- E' di moda gettare lettere, carte e quant'altro sul pavimento
- Alfredo con i piedi sul divano
- Violetta in ginocchio davanti a papà Germont in posizione decisamente imbarazzante con la guancia premuta...immaginate un pò voi...
- Amami Alfredo cantata in ginocchio (e di nuovo...) e a mezza voce
- Quando Alfredo paga Violetta, oltre ad essere palesemente ubriaco, lo vedete ravanar soldi sotto un tavolo (!!), a 4 zampe, dando le cicciute terga al pubblico (che saremmo noi). Un mio collega di palco ha giustamente commentato "se vuole un euro glielo dò io..."
- Al che entra Papà Germont e gli assesta un gancio che lo manda al tappeto, e Alfredo canta lungo disteso davanti agli ospiti...
- Violetta, con tutti i capelli davanti al viso, camicia di sghimbescio e sguardo da pazza canta Parigi o Cara. Per un istante mi sembrava di guardare la Lucia di Lammermoor, ma l'aria era decisamente della Traviata.
- Violetta muore a 90°. Non scherzo...lei cade in avanti, Alfredo stende un braccio e lei ci si piega sopra, ad angolo retto, i capelli a sfiorare il pavimento. Fine.
Quando si sono accese le luci io ero in lacrime come Julia Roberts in Pretty Woman. Solo che io mi stavo ribaltando dalle risate, e ciò è male. Ma vi assicuro che il culone di Alfredo che cerca i soldi sotto il tavolo per sbatterli in faccia a Violetta, è qualcosa che infesterà i miei sogni per sempre...
Morale, bah. Unica nota positiva, nonostante l'opera fosse più nazionalpopolare di San Remo, non ho visto stole di visone (forse merito degli oltre 35°C?) o abiti sberluccicanti da gran serata. Qualche caduta di stile (come la signorina con culone, cellulite sovrabbondante, micropantaloncini di jeans e stivaloni modello cowboy) e qualche eccesso ma nella media c'è stato un miglioramento.
Mi illudo, dite? Probabile. Tanto la pala per cominciare a scavare già ce l'ho.